| A causa della notevole aridità della piana di Sibari è stata creata nel 1959, dopo la bonifica dell'area, una diga che sbarra il corso del fiume nel suo punto più stretto, nei pressi di Tarsia. La sua costruzione dovette affrontare numerosi problemi di ordine soprattutto idraulico, dovuti in massima parte alla enorme portata liquida e solida che il fiume Crati presenta in alcuni periodi dell'anno. La piovosità all'interno del bacino imbrifero è come si è gia constatato, notevole e concentrata nei mesi autunnali ed invernali.
Lo stato di dissesto di una parte del bacino (sono coinvolti nei fenomeni franosi non solo le coperture sedimentarie sabbiose ed argillose ma anche le rocce metamorfiche di alto grado e perfino i graniti) é il principale responsabile del trasporto di solidi del corso d'acqua che ha già in questo punto uno spessore di alluvioni di circa 25 m di potenza e che colmerebbe in pochi anni tutto il bacino lacustre.
Inoltre, bisogna considerare che vi sono almeno due periodi di piena: uno autunnale - invernale, dovuto alla piovosità concentrata in questi mesi, ed uno primaverile, connesso allo scioglimento delle nevi della Sila. Il Fiume Crati ha nel Mucone il principale degli affluenti il quale, a sua volta, nel suo tratto montano drena le acque di una parte del massiccio silano ed ha una notevole capacità di erosione e di trasporto.
Per tale motivo la diga viene chiusa ed il lago si forma nei mesi della tarda primavera; per evitare colmature e tracimazioni essa viene aperta all'inizio delle piogge autunnali. Più a valle é stata costruita anche una controdiga.
La diga sbarra il corso del fiume dove la valle improvvisamente si restringe ed esso passa attraverso una stretta gola derivata dall'allargamento di una originaria frattura di un elemento di grande importanza rappresentato dal cosiddetto "alto strutturale di Terranova da Sibari - S. Lorenzo del Vallo".
Tutto il bacino del lago, infatti, é impostato sulle emergenze di rocce metamorfiche del substrato (filladi, gneiss, ofioliti fra le quali rocce verdi, metabasalti, pillow-lavas e diaspri, quest' ultimi ben evidenti sulla parete di destra all'incrocio con la strada per Terranova da Sibari), ricoperte superiormente da sedimenti arenaceo-argillosi. Nella parte superiore questa emergenza termina con uno spianamento; esso altro non é che una antica spiaggia, come si deduce dalla presenza, segnalata in più punti, di fori nella roccia lasciati da lamellibranchi del tipo Lithodomus lithofagus. |