Si è svolto nei giorni scorsi presso il Museo della Mare e il Centro Visite della Riserva Foce del fiume Crati – Sibari di Cassano All’Ionio una giornata di confronto e presentazione dei dati intermedi del Progetto Europeo “AdriPlast project, Interreg IPA Adrion Programme IPLAST”. Il progetto AdriPlast, che vede coinvolti sei paesi partner, Italia, Croazia, Slovenia, Serbia, Montenegro e Albania, si prefigge l’obiettivo di affrontare il crescente problema dell’inquinamento da plastica negli ecosistemi acquatici, con particolare attenzione ai mari Adriatico e Ionio, e ai suoi effetti dannosi sulla biodiversità, sugli ecosistemi e sulla salute umana e di sviluppare soluzioni sostenibili per ridurre i rifiuti di plastica.
Per l’Italia il progetto, coordinato dal CURSA (Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente) in partenariato con l’Università di Ferrara e con Istituti di ricerca di Albania, Croazia, Montenegro, Serbia e Slovenia, si è avvalso per le attività svolte all’interno delle Riserve della collaborazione dell’Ente gestore, attraverso un Protocollo da anni attivo tra i due Enti.
La giornata ha messo a confronto istituzioni, mondo della ricerca, enti di tutela ambientale e scuole per approfondire le conseguenze dell’inquinamento da plastica sugli ecosistemi e sulla biodiversità, a partire dalle esperienze maturate sul territorio.
Nei giorni precedenti al Convegno, sempre al Museo del Mare e al Centro Visite della Riserve di Sibari, gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale Sibari-Lauropoli-Cassano hanno svolto attività didattica-informativa finalizzata alla sensibilizzazione all’approfondimento della problematica.
Dopo i saluti istituzionali di Agostino Brusco, Direttore delle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, di Corinne Sabine Corbau, project manager ADRIPLAST, di Mauro La Russa, Direttore del DiBEST dell’Università della Calabria, di Teresa Lanza, Assessore al Comune di Cassano All’Ionio, di Michele Marzana, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Lauropoli-Sibari-Cassano All’Ionio, di Liborio Bloise, Commissario dell’Ente Parco Nazionale della Sila e di Luigi Lirangi, Commissario dell’Ente Parco Nazionale del Pollino; il programma, coordinato dal Direttore generale del CURSA, Stefano Banini, è entrato nel vivo con gli interventi di Emilio Sperone, professore di Zoologia dell’Università della Calabria, di Francesco Luigi Fuoco e Giulia Martilotta, ricercatori CURSA, di Stefania Spadafora, referente CURSA per la Calabria, del Colonnello Francesco Alberti Comandante Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Cosenza dei Carabinieri Forestale, di Loredana Manfra, ricercatrice ISPRA e di Agostino Brusco, Direttore delle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati.
Il Progetto “Beach Litter alla Foce del Crati” portato avanti da otto anni dalle Riserve
(https://www.riservetarsiacrati.it/approfondimento-scientifico-manuale-beach-litter/)
Per le Riserve, come dichiarato dal Direttore Agostino Brusco, è stata l’occasione per illustrare i risultati del progetto “Rimozione dei rifiuti spiaggiati e attività di ricerca dell’impatto ambientale sulla biodiversità e sugli habitat della Riserva naturale regionale e della Zona Speciale di Conservazione “Foce del fiume Crati””, portato avanti da otto anni (2019-2026), nella Riserva naturale e nella ZSC Foce del fiume Crati.
Il Progetto “Beach Litter alla Foce del Crati”, che ha interessato il settore costiero rientrante all’interno della Riserva naturale regionale e Zona Speciale di Conservazione «Foce del fiume Crati», ha preso avvio nel 2019. Promosso e attuato dall’Ente gestore delle Riserve, che si è avvalso del supporto scientifico del Dipartimento di Scienze di UniRoma3, è stato finanziato dalla Regione Calabria – Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente, nell’ambito del P.O. Calabria Fesr-Fse 2014-2020.
Il progetto ha avuto come finalità la minimizzazione degli impatti da plastiche sugli organismi biologici (invertebrati dunali, rettili, uccelli), nonché la riduzione del degrado ambientale e il miglioramento estetico-percettivo in questo settore di area protetta.
Il primo approccio al progetto ha riguardato l’applicazione del Protocollo scientifico del campionamento per la quantificazione e l’andamento stagionale del litter.
Contestualmente alla raccolta è stato valutato l’impatto da intrappolamento, soffocamento, avvelenamento delle meso e macro-plastiche spiaggiate a carico della fauna tipica dei luoghi, campionando per ogni materiale raccolto, i parametri riguardanti la determinazione, composizione e numerosità di organismi impattati (intrappolati e soffocati), ricchezza e diversità di specie.
In particolare sono stati usati i Coleotteri come Indicatori Ecologici e Biogeografici (IEB), esaminando 2.177 contenitori e documentando 2811 individui. Interessante e straordinario il ritrovamento di tre esemplari di Amblyderus brunneus (Pic, 1893), endemismo calabro-siculo, molto raro e localizzato, che finora era noto in base a due soli ritrovamenti, uno alla fine dell’800 in Calabria e uno senza data in Sicilia. Al genere Amblyderus risultano segnalate soltanto due specie per la fauna italiana.
Amblyderus brunneus è stata descritta da Pic nel 1893 (collezione Pic, Museo di Storia Naturale di Parigi), su un solo esemplare di “Calabria”, senza indicazione di località. In seguito, Bucciarelli esaminò un esemplare di Messina (di cui si ignora la data di ritrovamento). Nessun altro esemplare di questa rarissima specie ci risulta finora per l’Italia, a parte i tre esemplari rinvenuti nell’ambito della presente ricerca.
Le attività sopra descritte, realizzate con un approccio tecnico – scientifico, hanno consentito all’Ente gestore delle Riserve di realizzare e pubblicare il primo “Manuale per la gestione sostenibile del rifiuto antropogeno spiaggiato”. Il Manuale può essere considerato il primo strumento pensato sia come guida tecnica operativa per la rimozione dei rifiuti in ottica di tutela degli habitat, sia come strumento didattico per scuole e università.
Oltre la ricerca
Nello stesso periodo (2019-2020), è stato realizzato il “Plastic blitz” con la raccolta “a tappeto” dei rifiuti dunali e retrodunali della fascia costiera ricadente nella Riserva e nella ZSC Foce del fiume Crati. Sono stai raccolti 3.633,23 kg di rifiuti qualsiasi genere, anche ingombranti, abbandonati oltre che nella zona di arenile e di fascia costiera, anche in un’ampia fascia retrodunale ricadente nei territori dei comuni di Corigliano-Rossano e di Cassano Allo Ionio, sia alla destra che alla sinistra idrografica della foce del Crati (2500 metri a destra e 500 metri a sinistra per una profondità di circa 300 metri).
Il materiale raccolto è stato conferito alle società comunali di Corigliano-Rossano e Cassano All’Ionio per la corretta gestione e smaltimento (https://www.riservetarsiacrati.it/approfondimento-scientifico-manuale-beach-litter/).
L’applicazione del Protocollo Beach Litter e la rimozione dei rifiuti spiaggiati dal 2021 al 2026
Dal 2021 l’Ente gestore delle Riserve ha proseguito come l’applicazione del Protocollo scientifico e la rimozione dei rifiuti spiaggiati con smaltimento presso i centri di raccolta dei comuni territorialmente interessati.
L’area interessata ha riguardato il settore compreso tra la foce del Crati (2500 metri a destra e 500 metri a sinistra per una profondità di circa 50 metri), ricadente sulla fascia dunale e retrodunale.
I rifiuti spiaggiati rimossi e smaltiti dal 2021 al 2026 sono stati pari a Kg 1052,84.
Dal 2026 avviato il programma monitoraggio delle miscroplastiche da fiume
A completamento ed approfondimento della problematica delle plastiche e microplastiche nell’area di interesse, l’Ente gestore delle Riserve ha avviato il programma di monitoraggio sulle micro-plastiche di fiume nella Riserva Foce del fiume Crati. Questa attività mira a fornire un contributo alla conoscenza del problema anche all’area fluviale per fornire stime realistiche quantitative e qualitative di microplastiche nel tratto terminale della foce fiume Crati.
Il programma, infine, prevede l’applicazione di un Protocollo finalizzato:
- al campionamento periodico e analisi secondo la DSM con manta da 330 µm;
- alla valutazione della concentrazione delle microplastiche (numero particelle/m2 per la stima di superficie e numero di particelle /m3 per la stima volumetrica);
- all’identificazione delle categorie di microplastica presente nei campioni (i.e. frammento, filamento, granulo, ecc.);
- al riconoscimento della tipologia, morfologia e morfometria dei polimeri;
- all’individuazione di misure di interesse per la pianificazione distrettuale.
Tarsia (Cs), 5 novembre 2026
Amici della Terra
Ente gestore Riserve Tarsia-Crati