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Uno studio multidisciplinare sulla Vite selvatica nella Riserva naturale Foce del fiume Crati

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Pubblicato nel numero di settembre della Rivista scientifica internazionale “Quaternary”

La Rivista scientifica internazionale Quaternary ha pubblicato, dedicando la copertina di settembre (Quaternary, Volume 6, Issue 3 – September 2023), uno studio multidisciplinare sulla vite selvatica nella Riserva naturale regionale e Zona Speciale di Conservazione “Foce del fiume Crati”.

Il lavoro dal titolo “A Multidisciplinary Study of Wild Grapevines in the River Crati Natural Reserve, South Italy (Calabria): Implications in Conservation Biology and Palaeoecological Reconstructions” è stato curato da un Gruppo di lavoro che ha visto la partecipazione di ricercatori delle Università di Modena e Reggio Emilia, della Tuscia, di Pisa, del National Biodiversity Future Center di Palermo e dal personale dell’Ente Riserve.

Le Riserve naturali regionali e ZSC Lago di Tarsia e Foce del fiume Crati sono tra i pochi siti in Italia dove i popolamenti di vite selvatica vegetano in un tipico bosco igrofilo di pianura, relitto delle antiche foreste planiziali, che anticamente ricoprivano gran parte della piana di Sibari.

L’Ente gestore delle Riserve-Amici della Terra Italia a partire dal 2014 h avviato, attraverso il Progetto “Con.Vi.vi”, realizzato con la collaborazione scientifica del DiBEST dell’Università della Calabria, una serie di interventi di conservazione e tutela del patrimonio genetico, con l’obiettivo di conservare in-situ la vite selvatica e di creare una collezione ex-situ per la conservazione del germoplasma.

Il presente lavoro, in continuità con quanto finora realizzato dall’Ente gestore delle Riserve, si è proposto di caratterizzare il popolamento di vite selvatica della Riserva Foce del fiume Crati, descrivendo la struttura per età dei popolamenti naturali, l’andamento della crescita, la morfologia del polline.

Con i risultati pubblicati sulla rivista elvetica, vengono presentate le analisi dendroecologiche e morfobiometriche polliniche della vite selvatica e discusse le prospettive paleoecologiche per una strategia di gestione del paesaggio finalizzata alla conservazione e al ripristino del popolamento di vite reliquia.

L’approccio multidisciplinare, utilizzato per studiare i popolamenti di vite selvatica nella Riserva Foce del fiume Crati, ha permesso di approfondire le conoscenze sulla biologia e sull’ecologia (anatomia del legno, dendroecologia e palinologia) di Vitis vinifera subsp. sylvestris. Le analisi dendroecologiche hanno mostrato le caratteristiche distintive di crescita e le proprietà della vite selvatica.

Le popolazioni di vite selvatica sono piuttosto limitate principalmente a causa della distruzione dell’habitat, del cambiamento nell’uso del territorio e della diffusione di agenti patogeni che hanno ridotto il loro raggio di distribuzione.

Il lavoro condotto nella Riserva naturale della Foce del fiume Crati, che rappresenta uno dei rari lembi di foresta mista planiziale in dinamica naturale (rewilding), testimonia il ruolo che la gestione conservativa della foresta umida e della fascia ripariale può svolgere nel ripristinare una popolazione di vite selvatica nel Mediterraneo..

Tarsia (Cs), 29 settembre 2023

Amici della Terra
Ente gestore Riserve Tarsia-Crat
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